Update cookies preferences Dirigente richiama docente per aver contattato il sindacato. Il Tribunale risponde: “Signora, non funziona così”.
CONGREGAZIONE OPERAIO DEL DUEMILA

Dirigente richiama docente per aver contattato il sindacato. Il Tribunale risponde: “Signora, non funziona così”.

GROSSETO — Nella scuola primaria “Enrico Toti”, dove le porte d’emergenza sembrano avere più libertà di movimento dei lavoratori, una docente è stata richiamata ufficialmente per il suo gesto più grave: aver chiesto aiuto al sindacato.

Un comportamento talmente sovversivo che, secondo la dirigente scolastica, meritava di finire nel fascicolo personale, giusto accanto alle note su “uso improprio della fotocopiatrice” e “aver osato chiedere una sedia che non traballa”.

La protagonista è Silvana Aquilia, docente e RSU Flc Cgil dell’Istituto comprensivo “Grosseto 6”. La sua colpa? Aver segnalato un problema di sicurezza e aver scritto — orrore! — anche al sindacato.
Per la dirigente, un atto di “diffusione indebita”. Per il Tribunale, invece, un atto di normale sopravvivenza in un ambiente dove le porte non autorizzate sembrano più pericolose delle sanzioni disciplinari.


Il Tribunale: “La libertà sindacale non si richiama, non si punisce e non si mette in castigo dietro la lavagna”

Con un decreto depositato il 23 dicembre 2025, il giudice del lavoro di Grosseto ha spiegato alla dirigente un concetto rivoluzionario:
i lavoratori possono parlare con il sindacato senza chiedere il permesso alla presidenza.
Il richiamo, secondo il Tribunale, non era un semplice “avviso bonario”, ma un tentativo di intimidire la docente e scoraggiare chiunque altro dall’azzardare una mail alla Flc Cgil.
Insomma, un comportamento antisindacale da manuale, quello che si studia al capitolo: “Cose da non fare se dirigi una scuola nel 2025”.


La dirigente ritira il richiamo, ma solo “per motivi tecnici”

Pochi giorni prima dell’udienza, la dirigente ha provato la mossa del “facciamo finta di niente”: richiamo annullato in autotutela, ma solo per vizi procedurali.
Il messaggio implicito era chiaro: “Non è che avevo torto, è che ho sbagliato modulo”.
Il Tribunale, però, non ha gradito il tentativo di archiviazione creativa e ha chiuso la porta (stavolta autorizzata) a future sanzioni simili.
Il decreto: affissione obbligatoria e spese legali a carico della scuola

Il giudice ha ordinato:

• stop immediato a comportamenti antisindacali

• affissione del decreto nei locali della scuola per dieci giorni

• pagamento delle spese legali


Una sorta di “tema di punizione” appeso in bacheca, così che tutti possano leggere come è andata.


La Flc Cgil: “Il sindacato non è un soggetto estraneo, è un diritto”


L’avvocato Carlo De Martis lo dice chiaramente:

“Rivolgersi al sindacato non è una colpa”.

E aggiunge che il valore del decreto è anche culturale: ricordare che il ruolo sindacale non è un optional come il toner di riserva.


La segretaria generale Flc Cgil Grosseto, Alessandra Vegni, parla di “vittoria importante per Silvana e per tutte e tutti i lavoratori”.

Perché se per chiedere informazioni bisogna temere un richiamo, allora tanto vale comunicare con segnali di fumo.


Messaggio finale alle scuole: niente richiami creativi

Il decreto manda un avviso chiaro a tutte le dirigenze scolastiche del Paese:

i richiami non sono strumenti di pressione, e la libertà sindacale non è un favore concesso a discrezione del capo.

E soprattutto:

se un lavoratore scrive al sindacato, non è un atto di spionaggio internazionale.

È semplicemente democrazia sul posto di lavoro.

Nuova Vecchia

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